Madre Maria Zanelli

Il 15 dicembre 1957, in una cameretta dell’ospedale civile di Imola, all’età di settant’anni e a seguito di incidente stradale, moriva Madre Maria Zanelli, Fondatrice dell’Istituto delle Piccole Suore di Santa Teresa del Bambino Gesù.

I suoi funerali furono un trionfo. La Madre fu salutata come “apostola della carità” e “donna straordinaria nella fede”. Realmente la sua vita terrena fu straordinaria nell’esercizio delle virtù teologali e nell’ardore apostolico, consumata nell’umile nascondimento di un percorso segnato dalla costante ricerca della volontà di Dio.

         Il disegno divino su di lei fu scoperto e ricercato nella preghiera e nella filiale obbedienza alla Chiesa. Madre Maria Zanelli ha obbedito sempre: al parroco e direttore spirituale Don Armando Nascetti, al Cardinale di Bologna Giorgio Gusmini e, dal 1921, al Vescovo di Imola Mons. Paolino Tribbioli e al nuovo direttore spirituale Don Giuseppe Mazzanti.

         Maria Antonietta Zanelli – poi Suor Maria – ebbe la grazia di nascere (il 17 giugno 1887) e crescere in una famiglia cristiana e praticante e, nella sua prima giovinezza, di avere come consigliere speciale e pedagogo lo zio materno, il Conte Giovanni Acquaderni, fondatore, con Mario Fani, della Società Gioventù Cattolica Italiana.

         All’età di 14 anni circa, Maria Antonietta si ammalò gravemente riducendosi in fin di vita. Consapevole di questo suo stato formulò questa preghiera: “Gesù se mi fai guarire, mi farò suora per estinguere la tua sete di anime”. Guarita, conservò per anni la promessa nel suo cuore fino a quando giunse a Castel Guelfo (Bologna), suo paese natale, il nuovo parroco Don Armando Nascetti. Il 7 giugno 1907 egli diede vita alla Pia Associazione delle Piccole Apostole del Sacro Cuore e Maria Antonietta, allora ventenne, fu tra le prime a farne parte. In forma privata e segreta le associate promettevano di vivere in castità, riconoscendo come legittimo superiore il loro parroco.


 Di questa spiritualità, la Fondatrice si fa esempio, maestra e madre alle giovani che entrano nell’Istituto per dedicarsi alle varie opere di carità. Nella Congregazione l’umiltà è il fondamento, la carità il clima, lo zelo il fuoco che spinge ogni giorno a donarsi al prossimo nel bisogno, specie alla gioventù. La Divina Provvidenza è l’alleata e la Vergine Santa è la Regina dell’apostolato e la Madre della Famiglia Religiosa.

Dopo la morte dei pii genitori (1919) chiese di entrare a tempo pieno nelle opere caritative delle Piccole Apostole e il 20 febbraio 1920 fu inviata a Imola per dirigere l’Istituto Infanzia Abbandonata dove erano già presenti due giovani Piccole Apostole. Il 13 maggio 1921, Maria Antonietta fece la sua professione religiosa preceduta da un anno di noviziato. All’interno dell’Associazione, però, nel 1921 – 1922 si rinnovarono difficoltà nelle relazioni e nell’impostazione di vita, tanto che nel luglio 1922, allo scadere dei santi voti e dopo aver lungamente pregato e consultato il Vescovo di Imola e il suo nuovo direttore spirituale Don Giuseppe, Suor Maria Antonietta decise di staccarsi dall’Associazione delle Piccole Apostole.

A Imola, grazie soprattutto alla direzione spirituale di Don Mazzanti, vero appassionato del cammino spirituale dell’allora Serva di Dio Suor Teresa del Bambino Gesù, Maria Antonietta trovò risposta alla sua vocazione: d’ora innanzi ella percorrerà un cammino di umiltà, carità, fiducia e filiale abbandono nell’Amore Misericordioso di Dio, consapevole che, solo facendo totale spazio a Gesù potrà essere utile alla diffusione del Suo Regno e dissetare la sua Sete di anime. Nelle lunghe ore di adorazione quotidiana e notturna, meditando il “SITIO” che Gesù pronunziò sulla croce e che si perpetua nel Santo Tabernacolo comprese che il Buon Dio voleva una nuova famiglia religiosa, che ardesse di santo zelo e infaticabilmente si dedicasse alla contemplazione-azione per cooperare alla salvezza delle anime.

         Fu così che, il 2 novembre 1923 in umiltà e semplicità, in un contesto di assoluta povertà, fonda l’Istituto delle Pie Operaie del Bambino Gesù sotto la protezione della Beata Teresa del Bambino Gesù. L’Istituto si chiamerà poi delle Piccole Suore di Santa Teresa del Bambino Gesù. Accanto a lei, Direttore e Fondatore vi è Don Giuseppe Mazzanti, invitato dal suo Vescovo Mons. Paolino Tribbioli a prendersi cura di questo progetto di Dio.

        

 

Per vero impegno di vocazione, alle religiose viene chiesto di “coltivare la pietà eucaristica, essere le vere amiche del Sacro Cuore, le adoratrici del Tabernacolo, fino a sentirne l’attrattiva, l’istinto, la nostalgia”, perché “a nulla approderanno le fatiche dell’assistenza agli infermi, ai bambini, alle orfane, ect… se manca l’anima, il fuoco, la vita dell’interna pietà. Essa sola rende le religiose strumenti congiunti della Santa Umanità di Gesù Cristo, comunica loro il fascino che impressiona e santifica il prossimo”.

Suor Maria insegna alle sue Suore a “far buon viso alle piccole croci di ogni giorno e vedere Gesù in ogni evento”; “facciamoci sante! – esclama – umiltà, amore, sacrificio siano il nostro pane quotidiano….. Ognuna di noi si è consacrata all’Amore Divino e in quel Cuore di Fiamma brama trascorrere la breve giornata terrena”.

Dall’ 8 maggio 1936 chiede ed ottiene che l’Istituto sia aggregato all’Ordine Carmelitano dei Fratelli Scalzi della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, attingendo forza e sicurezza dallo spirito contemplativo – apostolico proprio dell’Ordine e dalla speciale unione alla Vergine Santa.

Ella vive il dramma della 2ª guerra mondiale, cercando di proteggere con tutte le sue forze il centinaio di bimbe accolte nell’Istituto e non teme di mandare un manipolo di Piccole Suore nell’ospedale militare di Penne (Pescara) dove urge una presenza di amore straordinario. L’Amore Crocifisso e Risorto, grazie alla Madre, si diffonde soprattutto tra le famiglie del popolo, la gioventù e le periferie della storia: anziani ed ammalati.

La sete di anime continua e nel trentennio dell’Istituto, insieme al Fondatore Padre Giuseppe Mazzanti, ella sogna l’apertura alla missione “Ad Gentes”. La morte del Padre nel 1954 e la morte inaspettata della Madre nel 1957 rimandano la data di questa apertura missionaria che si realizzerà, per opera di Madre Vincenza Martelli, nel 1965 con il primo gruppo di religiose che raggiungono l’America Latina.